Chiusura ABB - Mercoledì 3 ottobre un Consiglio Comunale straordinario davanti alla fabbrica

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02/10/2018

All'ordine del giorno la possibile chiusura dello stabilimento ABB di San Martino in Strada

Un Consiglio Comunale convocato d’urgenza fuori dalla fabbrica e aperto ai rappresentanti dei lavoratori e ai sindacati, per l’approvazione di un ordine del giorno in merito alla chiusura dello stabilimento ABB di San Martino in Strada. E’ questa l’iniziativa messa in campo dall’Amministrazione Comunale per mercoledì 3 ottobre (ore 9.30 in via Vecchia Cremonese), dopo che l’annuncio dato l’11 settembre dall’azienda ai suoi dipendenti era giunto come un fulmine a ciel sereno e dopo che lo scorso giovedì la trattativa sindacale in Assolodi era saltata a causa del rifiuto dell’azienda di ammettere il sindaco come uditore al tavolo. 
«E’ assolutamente necessario fare il punto della situazione - spiega il Sindaco -: sono successe troppe cose in troppo poco tempo, e a dirla tutta c’è ancora molto sconcerto nell’Amministrazione Comunale e tra i lavoratori ABB riguardo a questo improvviso trasferimento a Dalmine. Una decisione che non è ancora stata formalmente comunicata al Comune: oltre che per il destino di questi lavoratori siamo molto preoccupati per la dismissione di un’area produttiva attualmente in piena efficienza e per l’indotto che rischia di andare completamente perduto». 
La scorsa settimana i lavoratori e il Sindaco di San Martino in Strada Luca Marini hanno incontrato il viceprefetto Mariano Savastano, l’onorevole PD Lorenzo Guerini e in un’altra occasione il presidente della Provincia e il sindaco di Lodi: a tutti è stato chiesto ogni aiuto possibile e soprattutto unità d’intenti per evitare un’altra perdita di occupazione e ricchezza per il Lodigiano. 
«Il Comune è disponibile a valutare con ABB - la chiosa del Sindaco -, ogni iniziativa utile a mantenere l’occupazione sul nostro territorio, ma si è partiti con il piede sbagliato, prima ignorando l’importanza di un’adeguata e corretta comunicazione e poi addirittura rifiutando al sindaco l’accesso come uditore al tavolo sindacale. Auspico che sia possibile ripartire con il piede giusto, per conoscere le motivazioni di questa scelta, ma soprattutto per dialogare fino a trovare una soluzione che scongiuri il trasferimento».

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