Emergenza idrica: non perderti in un bicchier d'acqua

Utilizza l'oro blu con parsimonia, e aiuta tutto il pianeta

Data di pubblicazione:
12 Luglio 2022
Emergenza idrica: non perderti in un bicchier d'acqua

Il monito arriva "grosso come una casa", direttamente da chi è incaricato di gestire l’acqua per tutto il territorio lodigiano. Limitarsi a usare l’acqua potabile per gli scopi alimentari e igienico sanitari, in particolare nella fascia oraria di massimo utilizzo che è tra le 17 e le 22. Questa la raccomandazione di Sal, che in settimana ha preso parte all'Assemblea dei Sindaci per provare a far chiarezza sulla situazione e offrire linee guida agli amministratori. «Abbiamo preso parte a un vertice straordinario – commenta il sindaco Andrea Torza -, che ha descritto una situazione davvero preoccupante. Il forte caldo e la mancanza di pioggia hanno creato una situazione d’emergenza anche nel lodigiano. Al momento non emetteremo nessuna ordinanza sindacale per quanto riguarda il consumo di acqua potabile, perché l’emergenza in questo caso non ha toccato picchi ancora così gravi, ma monitoreremo la situazione insieme agli organi sovraterritoriali di giorno in giorno. La raccomandazione è comunque quella di risparmiare acqua tra le 17 e le 22, cercando di limitare l’innaffio di orti o giardini nelle prime ore del mattino o comunque dopo le 22. Cerchiamo di usare con criterio e parsimonia anche l’acqua potabile per riempire piscine, fontane o per lavare gli automezzi». La situazione più critica riguarda i corsi d’acqua superficiali che servono poi all’irrigazione dei campi e delle colture: «In particolare i rappresentanti del Consorzio Muzza hanno dipinto una situazione davvero al limite: al di fuori del nostro territorio qualcuno ha già deciso di abbandonare la coltura dei campi perché non arriva acqua per irrigarli. L’acqua dei nostri canali arriva per buona parte dal Lago di Como che è già sotto la soglia di attenzione di 30 centimetri e la situazione non sembra migliorare. Sal al momento ha una buona quantità di pozzi che pescano dalla prima falda inferiore ai 60 metri di profondità ed è la falda nella quale confluisce anche parte dell’acqua del reticolo idrico. Se la prima falda va in crisi bisognerà pensare a estrarre l’acqua dalla seconda falda che è più in profondità: significherebbe trivellare per scendere più a fondo ma sono lavori che richiedono tempo e risorse, non immediatamente eseguibili. Anche coloro che hanno pozzi privati per l'acqua non potabili, utilizzino questo bene con attenzione e parsimonia. Tutti quanti dobbiamo prendere coscienza di un problema enorme, e fare il massimo ciascuno nel suo piccolo, per contribuire a trovare una soluzione».

Ultimo aggiornamento

Lunedi 11 Luglio 2022