Lo stato di emergenza non c’è, niente fondi per i danni causati dalla tromba d’aria

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25/11/2019

La notizia è arrivata nei giorni scorsi

Non saranno stanziati fondi per i danni causati dalla tromba d’aria dello scorso 12 agosto. La notizia ormai è ufficiale da qualche giorno, ma la delusione non si smorza. Soprattutto per un paese, come San Martino in Strada, duramente colpito. La reazione della comunità nei primi frangenti era stata straordinaria e anche lo sforzo degli uffici per ottemperare a tutti gli adempimenti che potessero portare a eventuali risarcimenti era stato notevole. Ma il Governo, attraverso il Dipartimento centrale della Protezione Civile, la scorsa settimana ha bocciato la richiesta dello stato di emergenza per i danni causati dalla tromba d’aria: «Purtroppo ce lo sentivamo - commenta il sindaco Andrea Torza -. Già a settembre avevamo ripreso fitti contatti con gli esponenti della Regione, nostro primo interlocutore, per capire meglio quali spiragli ci fossero e le notizie non erano confortanti. Meglio non pensare a tutto il lavoro che i piccoli comuni hanno fatto, sia direttamente sul campo dopo la calamità ma anche dietro la scrivania per allestire una macchina burocratica in grado di attivare il Rasda, con le pochissime risorse a disposizione sia a livello economico che organizzativo. Ora la notizia della mancata concessione dello stato di calamità è ufficiale, e così appare ancora più evidente il distacco dalla realtà delle istituzioni a livello di governo». Il nostro è stato uno dei paesi più colpiti dalla tromba d’aria di agosto: «Questa decisione mette in seria difficoltà tanti cittadini e tante imprese artigianali e commerciali che in un periodo di crisi come questo faticano a trovare le risorse necessarie. Qui ci sono state aziende che hanno subito anche oltre 250.000 euro di danni ciascuna, e se facciamo un conto approssimativo non fatichiamo a pensare che solo San Martino di danni ne abbia subiti complessivamente almeno per un milione di euro. La situazione era piuttosto chiara: avremmo auspicato maggiore solidarietà, comprensione e vicinanza delle istituzioni, speriamo che qualcuno ci ripensi».